Abbiamo già parlato in occasioni precedenti di visite al nostro Centro, alcune delle quali erano “ufficiali”, da parte di personalità di un certo calibro in differenti settori: politica, educazione, finanza… Questa volta parleremo di tre visite: una simbolica, un’altra spirituale, e una terza fisica.
La vista simbolica è stata quella della cicogna. Da alcuni mesi abbiamo degli abitanti “suini” nella nostra opera, come parte del progetto agricolo e di allevamento, un settore che si sta progressivamente ampliando. Il giorno 6 marzo abbiamo avuto le prime nascite: 7 maialini ( di cui 6 macchiati e uno con una zampa nera ed il corpo dello stesso colore): ce li ha portati la cicogna degli animali!
Sono già stati vaccinati una prima volta e, con poco più di un mese di vita, godono di ottima salute. Intendiamo ampliare questo settore (la fattoria), che contribuirebbe molto a migliorare l’ alimentazione (soprattutto per l’ aspetto delle proteine) e a progredire verso l’ obiettivo – ancora un po’ lontano - dell’ autofinanziamento.
La visita spirituale è stata lo Spirito Santo, con i battesimi durante la Veglia Pasquale.
Nel corso della Veglia, la quale, anche se svolta durante la notte, non è stata per niente fresca, dieci ragazzi del Centro hanno ricevuto l’ “acqua e lo Spirito Santo”. Avevamo iniziato le celebrazioni la domenica precedente (Domenica delle Palme) con rami di palma portati in mano o appesi alle pareti, alle porte e finestre della cappella, come si può vedere in alcune foto.
- Momento del battesimo (Foto: Lar São Jerónimo)
Una celebrazione festosa, durante la quale i più piccoli hanno approfittato del tempo della messa per intrecciare le loro fronde di palma.
E’ interessante notare la quantità di usi che si possono fare con i rami di palma : ceste, tetti, e …persino, eliminando le foglie, come attrezzo per rimestare il cibo quando viene cotto in recipienti grandi (persino in bidoni !).
La visita fisica è stata quella del nuovo vescovo, Mons. João Carlos Hatoa Nunes, il quale , nato a Beira nel mitico ’68, ha però da tempo tenuto la residenza nella capitale, Maputo. La visita è stata organizzata più per coloro che abitano e studiano qui nel Centro che per le persone che vengono a pregare alla domenica o che partecipano al catechismo del sabado. Il vescovo è arrivato poco prima delle 9 ed è stato ricevuto dai due “padri” che sono attualmente al Centro. Senza tante cerimonie si è diretto alla sacrestia per iniziare la messa: danze, canti accompagnati da tamburi, cembali (chiamati “gojos” nella lingua locale) e persino una tastiera hanno contribuito a dare più risalto e gioia alla celebrazione.
Degno di nota nel numero delle offerte è stato la sedia solenne allestita dagli alunni del Centro di Formazione Professionale; il telaio era stato eseguito dagli studenti del Corso di Saldatura, i quali pure hanno offerto al vescovo un secchio da loro costruito; i braccioli e i sedili sono stati opera degli studenti dei laboratori di Falegnameria e di Cucito).
Rimaneva in sospeso una pizza che quelli della “culinaria” (corso di Cucina) stavano preparando per il pomeriggio. A ciascuno era stato assegnato un compito: il coro era formato dagli alunni della scuola professionale (soprattutto le donne), le danzatrici erano bambine e ragazze della Comunità cristiana.
Letture e preghiere di intercessione sono state affidate ai ragazzi del Lar ed ai seminaristi; i chierichetti sono stati i soliti, fedeli inservienti della domenica; all’ offertorio han partecipato… tutti quelli che han voluto.
Successivamente ha avuto luogo la benedizione di tutte le apparecchiature, seguita dalla messa a dimora di un albero (un’ acacia), continuando una tradizione che era stata introdotta in precedenti visite ufficiali.
Questa cerimonia ha preceduto la visita vera e propria a tutto il Centro, durante la quale il vescovo non ha cessato di far domande e di offrire suggerimenti. L’ incontro è terminato con il pranzo: quelli della casa come sempre tutti insieme nel refettorio, accompagnati dagli ospiti d’ onore. Gli altri invitati – studenti, chierichetti…- han trovato posto nel corridoio e nelle aule della scuola. Il vescovo ha espresso apprezzamento ed ammirazione per l’ opera che stiamo portando avanti, ed ha ringraziato per il lavoro svolto..
Vogliamo estendere il ringraziamento a tutti coloro che hanno (avete) reso possibile con il loro (vostro) aiuto che il Centro sia una realtà che sta andando avanti.
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