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QUESTA E’ LA PESTE

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Ora comprendo il senso letterale, anche se su piccola scala, di quella frase tante volte sentita e utilizzata “questa è la peste”; un termine consueto per riferirsi a una malattia che si diffonde rapidamente; spesso usato per indicare “le erbacce” che spuntano dappertutto e che non si sa come rimuoverle. Qualcosa di simile è quello che ci è successo con  i maiali. E non parliamo di “peste”, nel senso di voler solo indicare un odore sgradevole.
Polli, primo tipo che abbiamno allevato- (Foto: Lar São Jerónimo)

Polli, primo tipo che abbiamno allevato- (Foto: Lar São Jerónimo)

Stiamo allevando maiali da oltre un anno. Abbiamo pure polli per ingrasso, qualche coniglio, tre coniglietti d’India, (meglio 4, l’ultimo è nato pochi giorni fa) che da queste parti chiamano “periquitos” (“pappagallini”).  Dopo la metà di febbraio (il giorno 20) cominciammo pure con quattro anatre, che condividono il terreno con dei pesci, che – come dicono – cadono dal cielo con la pioggia, e sembra vero perché sono comparsi in un giorno di intensa pioggia, in uno stagno usato a volte.

Pesci caduti dal cielo

Pesci caduti dal cielo (Foto: Lar São Jerónimo)

Fino al 5 febbraio l’allevamento di maiali era andato abbastanza bene, anche se nelle ultime  settimane ne notammo qualcuno magrolino, ma pensammo che fosse dovuto al mangime forse un po’ scarso, dato che  il numero e la grandezza dei  maiali stava aumentando; oppure che il mangime non avesse abbastanza elementi per “ingrasso”. Il giorno seguente a una notte di forti piogge, troviamo 5 maiali morti. Rapidamente suona l’allarme. In realtà, in qualche caso isolato, ne erano già stati trovatoi alcuni morti, però si trattava sempre di animali molto piccoli, e in un numero che non penso abbia raggiunto la mezza dozzina.

Caprette e due tipi di conigli (Foto: Lar São Jerónimo)

Caprette e due tipi di conigli (Foto: Lar São Jerónimo)

Richiediamo la presenza del responsabile per l’agricoltura e per il bestiame, persona che già ci aveva consigliato e collaborato con noi in altre occasioni, prima di ricevere questo incarico ufficiale. In breve si presentarono due veterinari per vedere la situazione e prendere le misure pertinenti.

Prelevano campioni di vari organi di due dei maiali già morti, e il sangue di alcuni maiali vivi. Non azzardano nessuna conclusione, al contrario vogliono darci una speranza, dicendo che non può essere la temuta “peste porcina africana” (qui chiamata “peste suina”) e che devono inviare campioni a Maputo, la capitale del paese, sicuri di ricevere la risposta entro 24 o 48 ore.

Le promesse e     ..........   y sopravvissuti

Le promesse e ……… y sopravvissuti(Foto: Lar São Jerónimo)

Il giorno dopo, al mattino, i due veterinari tornano per vedere come vanno le cose e chiedono quanti suini sono stati trovati morti: dodici è la risposta. Davanti a questo fatto sembra loro che non è necessario attendere i risultati. Si conferma quello che si sospettava: è la peste! Sono tutti contagiati, anche se non lo manifestano: li si vede esageratamente fermi, con piccoli macchie rosse come lunari, in tutto il corpo …

Si deve procedere a quello che si chiama “macellazione sanitaria”, cioè, gli animali devono essere eliminati per prevenire una ulteriore diffusione della malattia. Cosa fare con i quasi 60 maiali che sono ancora vivi? Eliminare quelli che stanno peggio; per gli altri lasciare che la natura segua il suo ritmo, traendo qualche profitto da quelli che si trovano in condizioni migliori, macellandoli, se ancora si è in tempo, per usare la carne, e cercare di rifarsi un poco della spesa e del lavoro fatto per l’allevamento.
Ci mettiamo in contatto con il vicino mattatoio comunale, per vedere se possono macellare quelli che stanno in migliori condizioni. Non possono perché sono stracarichi di lavoro: bisognerebbe aspettare fino al giorno dopo. I veterinari ci mettono in guardia: se si aspetta fino a domani può essere che non ce ne sia più nessuno “utilizzabile”, e offrono la possibilità di chiedere al Dipartimento Provinciale per l’allevamento del bestiame un’autorizzazione per macellare i suini nel proprio centro. I veterinari si offrono per il controllo della macellazione in massa. Si autorizza l’operazione: 26 suini da uccidere e pulire in un pomeriggio. Chiediamo aiuti e giungono oltre una dozzina di persone tra cui alcuni dei ragazzi più grandi del “Lar”, che collaborano in questo compito, un macellaio e il resto con l’incarico di tenerli fermi, aprirli, pulirli …

Maialini mangiando … erano i tempi delle vacche (maiali) grasse. Foto: Lar São Jerónimo

Maialini mangiando … erano i tempi delle vacche (maiali) grasse.(Foto: Lar São Jerónimo)

Durante la supervisione sono scartati altri cinque suini, tra cui lo stallone che avevamo, l’unico “grande” (adulto), che stava in condizioni apparentemente accettabili, e che è stato l’ultimo a ricevere “il colpo di grazia”, una volta immobilizzato con l’aiuto di quasi tutti i presenti. Poco più di 20 maiali, la maggior parte piccoli, qualcuno di mezza statura, finirono quella notte nel congelatore. Le viscere dovettero essere tutte scartate. In numero leggermente più numeroso furono bruciati e sotterrati…

L’uccisione dei maiali supervisata dai veterinanri (vista parziale) (Foto: Lar São Jerónimo)

Come era da prevedere  nei giorni successivi morirono  i rimanenti. Anche se sempre può verificarsi un miracolo nella vita, spesso risulta difficile vederlo: una scrofa di grandi dimensioni (molto magra) e un piccolo porcellino continuano a vivere perché sono immunizzati. Anche se, come bene ci hanno spiegato i veterinari, che sono ripassati una decina di giorni più tardi, sono ugualmente contagiati;  solo che non presentano i sintomi della malattia, per cui dovranno essere macellati prima di iniziare un altro allevamento.

Anitre nella piscina.

Anitre nella piscina. (Foto: Lar São Jerónimo)

In questo momento continuiamo con i due sopravvissuti, sperando che aumentino un poco di peso prima di macellarli. In conclusione: dopo aver ben disinfettato il locale e tutta l’area, dovremo aspettare almeno due mesi prima di riprendere un nuovo allevamento.

Nel frattempo continuiamo con i polli, stiamo aumentando il numero di anatre e preparando un nuovo settore di bestiame: l’allevamento di vacche, che possono essere di molto aiuto per l’alimentazione del Hogar, tanto per il latte come per la carne. Contiamo sull’aiuto di Dio, sperando che ci soccorra in questa nuova fase affrontata dalla nostra azienda.

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