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VACCHE nel Lar San Girolamo!

Le mucche del villaggio “se ne sono andate”, ricordo che cantava una canzone spagnola. Così abbiamo iniziato con le nostre mucche.  A qualcuno dei nostri amici è giá arrivata la notizia che in Lar São Jerónimo ‘abbiamo mucche!’ E mucche vere! Prima fu un’idea, poi una intenzione, più tardi un impegno preso, dato che c’erano persone che si erano offerte a finanziarle. Grazie!  Finalmente è una realtà che, per vari motivi, ha preso più tempo del previsto.

Café e Canela prima di scendere dal camion / Lar São Jerónimo

Café e Canela prima di scendere dal camion / Lar São Jerónimo

Il 13 aprile, Sabato pomeriggio, apparve un camion dell’Associazione Esmabama con la prima coppia di bestiame bovino che entrò in questo recinto. Venivano da Barada, dove iniziarono a lavorare i primi Padri Somaschi, giunti a Mozambico. Eravamo sconcertati, non sapevamo che fare. Il recinto c’era, con la sua porta, ma non finito del tutto, e poi occorreva condurle sul posto. Rimosse le canne di bambù, che le proteggevano, e collocando degli assi per superare il dislivello del camion, scesero i due animali. Uno spettacolo. Quel giorno non c’erano molte persone, alcuni bambini erano usciti e quelli che erano in casa si mescolavano con quelli che non perdevano d’occhio, ma si mantenevano a distanza, “non capitasse che…”, e con quelli che gli piace l’avventura, che si offrirono per aiutare, e così poter vedere da vicino questi “bichos” (animaloni) così grandi.

Gli animali scesero dal camion abbastanza tranquilli e senza dare troppi problemi nell’andare verso il recinto: solo una certa difficoltà per tenere il loro passo. Dopo poco tempo, allo scendere della notte, le guardie e qualcuno dei ragazzi più grandi ci dicono che le mucche stanno passeggiando “fuori casa loro”.

Che fare? Avevano scoperto la parte del recinto non terminato, per cui riportarle dentro non sarebbe servito molto. Decidemmo di metterle dove passano la notte le capre, un posto chiuso e meglio protetto; e spostare le capre in un posto più piccolo, in questo caso con i conigli.

Canela e Café in una delle loro “scappate” / Lar São Jerónimo

Canela e Café in una delle loro “scappate” / Lar São Jerónimo

La prima avventura è stata quella di cambiare le capre di posto: si sa che sono note per essere molto testarde. Qualcuna con corde, altre a spalle (qualcuno sembrava una stampa tratta da un presepe): non presentarono troppi problemi.

L’avventura vera fu con i nuovi inquilini; in primo luogo per trovarli, perché se è vero che sono abbastanza voluminosi, non è facile vederli di notte in mezzo a edifici, alberi, erba alta e con poca illuminazione in certe zone. Una volta trovati, il problema non fu spostarle, ma dove portarle… Si constatò che le porte, specialmente se sono un po’ strette…, non fanno al caso. Pile, bastoni… non servirono per niente. Dovemmo rinunciare, risero (!) di noi quanto vollero…

Il primo compito comportava chiudere bene il recinto e preparare qualcuno per l’allevamento di bestiame bovino; cosa che ebbe inizio quello stesso lunedi. Dato che c’era un buon terreno con erba alta fino all’altezza delle ginocchia e tre stagni, l’alimentazione non rappresentava un problema.

Lúa e Cometa, fuera dal recinto, il giorno dopo l’arrivo / Lar São Jerónimo

Lúa e Cometa, fuera dal recinto, il giorno dopo l’arrivo / Lar São Jerónimo

Trascorso più di un mese, il 17 maggio, partimmo alla ricerca di vitelle da latte. Le prime erano piuttosto per carne, più mucche che vitelle. Le vitelle erano giovani, avrebbero compiuto l’anno nel mese di luglio. Due femmine bicolore, nere con macchie bianche.

Queste ultime fummo in grado di caricarle nella nostra macchina: si legarono bene gli zoccoli alla “pick-up” (come si dice da queste parti), cioè al furgone con la parte posteriore all’aria aperta. Si dovette mettere una corda sopra per evitare che si potessero muovere nei due km di distanza tra l’HOGAR e la fattoria di origine.

Cometa e Lúa con gli uccelli che normalmente acompagnano le vacche. / Lar São Jerónimo

Cometa e Lúa con gli uccelli che normalmente acompagnano le vacche. / Lar São Jerónimo

Anche queste hanno avuto la loro prima notte di fuga, ma senza problemi per rientrare nel recinto; noi avevamo acquistato più esperienza, sono più docili e c’erano le piú grandi ad aspettarle. Qui il problema consisteva nelle misure di sicurezza “anti-evasione” preparate per le altre due, che erano il doppio in peso e dimensioni. Di conseguenza, il giorno dopo abbiamo dovuto ridurre alcuni spazi, ma ugualmente una di loro tornò la notte successiva alle vecchie abitudini. Il giorno dopo la si sentì muggire nei pressi della cappella, al inizio della Messa. Non fu facile scoprire da dove usciva, però chiudendo gli spazi tutte si sono abituate alla loro nuova casa…, ottenendo, come risultato finale, che rimanessero nel porcile.

I primi sono maschio e femmina, Caffè e Cannella, rispettivamente, sono i loro nomi, ispirati al colore della pelle; sono di razza Brahma. Le due che danno latte sono di una razza olandese, che ancora non sappiamo riconoscere quale sia: i nomi che le abbiamo dato sono: Lua (Luna in portoghese) e Cometa.

Café e Canela in “zona  bagno” /Lar São Jerónimo

Café e Canela in “zona bagno” /Lar São Jerónimo

La più ribelle è Canela. Faticammo tre mattinate per farle entrare nel corridoio “della doccia”. Anche questa è stata un’avventura degna di essere ripresa con un video.

Per fortuna nessuno ci ha registrato! Caffè non fece molta resistenza; quindi fin dal primo giorno, anche se con fatica e con un paio di corse, ricevette la prima doccia antiparassitaria, che deve essere ripetuta ogni 15 giorni.

Con il box che abbiamo strutturato a forma di imbuto, si rende il lavoro più facile, anche se Cannella, rimane molta Cannella. Le piccole Lua, sempre inquieta e avventuriera, e Cometa, con voce più rotta e direi (se i musicisti non si scandalizzano) più stonata, non danno troppi problemi per eseguire queste operazioni.

La familia al completo: Café, Canela, Lúa e Cometa (da sinistra a destra) / Lar São Jerónimo

La familia al completo: Café, Canela, Lúa e Cometa (da sinistra a destra)/ Lar São Jerónimo

Il resto del bestiame continua una vita normale… Ora stiamo preparando una zona chiusa anche per le capre, che stanno distruggendo ogni pianta che viene loro a tiro; e con le prime piantagioni nell’orto… non possiamo lasciare libere queste “divoratrici”.

Abbiamo in progetto di aumentare un po’ il bestiame, anche se occorre andare lentamente, per abituarci al ritmo e vedere come le cose procedono.

Non abbiamo detto nulla, né nell’articolo precedente, né in questo, dei “migliori amici dell’uomo”, un modo con cui siamo soliti definire i cani. Si è notevolmente ridotto il numero, e non solo in casa nostra: è un argomento abbastanza (se non “molto”) diffuso nella zona, un’altra malattia che sta decimando la popolazione animale, in questo caso i cani.

Foto de archivio, anteriore alla decimazione della popolazione canina  / P. José Antonio, crs

Foto de archivio, anteriore alla decimazione della popolazione canina / P. José Antonio, crs

Notizia dell’ultima ora: abbiamo già ha avuto i primi giorni di pesca su grande scala nel nostre vasche di piscicoltura. Si presero pochi pesce-gatto, che sono più grandi, però la cattura di pesci “macacana” fu abbondante: più di cento. Si cucinarono in salsa di pomodoro (spesso in questa casa la base della maggior parte delle salse) e con riso: è stata una buona cena.

Nelle foto riportiamo quattro momenti delle prime tecniche di pesca. Le tecniche più sofisticate che hanno portato a “pesca abbondante” sono segrete, per cui non possiamo fornire immagini.

Quattro momenti  con le prime tecniche di pesca /  Lar São Jerónimo

Quattro momenti con le prime tecniche di pesca / Lar São Jerónimo

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