• junio 2017
    L M X J V S D
    « Oct    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
  • Categorías

  • Archivos

  • Lar São Jerónimo

  • Síguenos en:

E LA FAMIGLIA CONTINUA AD AUMENTARE

En français

En français

En español

En español

In English

In English

Em português

Em português

Nel  mese di aprile abbiamo parlato di un grane numero di nuovi ragazzi che sono entrati nel nostro “Lar”. Dopo questa prima “ondata” iniziale,  alcuni altri han continuato ad arrivare: l’ultimo proprio nel giorno conclusivo del mese di maggio, con la festa della Santissima Trinità.  Questo era il terzo di tre fratelli che risedono nel Lar: il secondo era arrivato il mese prima. Il giorno seguente, 1º  giugno,  si celebrava la Giornata Internazionale del Bambino.  Abbiamo già tre gruppi di tre fratelli che risiedono qui con noi.

Fedinho y Samito

Poqui minuti dopo il suo arrivo

Quando sembrava che il problema dei nuovi arrivi si fosse ormai stabilizzato, il  30  settembre arrivava senza preavviso un nuovo bambino: la situazione di abbandono in cui si trovava aveva indotto la polizia a portarlo al nostro Centro, senza altri documenti che una lettera in cui veniva  brevemente spiegata la situazione ed il motivo giustificante il suo ingresso al Lar, senza nessun equipaggiamento, eccetto una borsa con alune gallette ed i vestiti che aveva indosso, di cui una buona parte era stata fornita dagli stessi servizi sociali della  Polizia della Famiglia.  Gli diamo il benvenuto sperando che si possa sentire a suo agio con noi, in attesa che venga chiarita la situazione  famigliare e si veda se sia possibile un’ alternativa migliore.

La  domenica precedente, 27  settembre, giorno in cui  celebriamo la festa della nostra  patrona, la Vergine Maria sotto il titolo di  Madre degli Orfani,  ci era arrivata una  sorpresa: la nostra mucca da latte ha partorito un vitellino, dopo mesi e mesi di attesa , durante i quali sembrava gravida o, come dicono qui “cheia” (ossia piena), ma si cominciava a dubitare che fosse davvero tale.    Non si tratta del  “figlio  della Luna” come dice la canzone dell’ormai estinto gruppo musicale spagnolo  Mecano, bensì del figlio di  “Cometa” (Lúa -luna en portoghese- era il nome che aveamo dato all’ altra mucca da latte).

La mucca

La mucca “Comenta” con il suo figliolo “Treviso”

Il nome del vitellino è “Treviso”, dal nome della città  italiana in cui il nostro patrono  S. Girolamo Emiliani,  in quella stessa data, per quanto 504 anni prima,  lasciava il pegno della sua gratitudine  davanti all’ immagine della Madonna, per essere riuscito a fuggire dalla prigione in cui era sato rinchiuso. Quella stessa domenica c’è stata pure una  grande festa nella parrocchia, in quanto,  in coincidenza con la nostra patrona,   16 ragazzi hanno ricevuto il Battesimo e, assieme ad un altro, pure la  Prima Comunione.   Congratulazioni a tutti, compresi coloro che hanno curato la preparazione, ed un grazie cordiale a quanti hanno collaborato perché la celebrazione riuscisse così festosa, partecipata e ben   organizzata.

La domenica precedente non erano state minori le celebrazioni  in occasione della festa di S. Pietro Clavier,

Messa solenne de S. Pietro Claver

Messa solenne di S. Pietro Claver

patrono della nostra   parrocchia, un gesuita spagnolo che nel  1610, quando era  ancora un novizio,  arrivava in  Colombia dove volle essere   “sempre il servo dei   negri” (aethiopum semper servus). Abbiamo pure avuto la  visita del nuovo parroco, il quale poco tempo prima aveva preso possesso di questa parrocchia e da un’ altra, in cui ancora risiede.  Una celebrazione con messa  solenne, pranzo e programa culturale , comprendente un numero di danza a cui partecipò con maestria il nostro nuovo parroco.

Si  vede che le feste stimolano pure il bestiame. Infatti durante la notte del   4   ottobre veniva alla luce –per quanto fosse solo la luce della luna- la nuova vitellina Paz (Pace) della mucca “Deolinda”.

Madre e figlia

Madre e figlia

El nome è  stato scelto in commemorazione dei  Trattati di Pace firmati a Roma in quello stesso giorno del  1992,  con cui si diede fine alla  guerra civile in Mozambico.  Ancora oggi è un giorno di festa per tutta la nazione.

Un’altra novità di questi ultimi mesi  è la “scuola di calcio” che, pur senza un riconoscimento ufficiale, si sta svolgendo   nel nostro Centro.

Entrenamiento

Allenamento di calcio con l’allenatore

Sia per i ragazzi del Lar come per quelli dei dintorni, un giovane della  zona, con l’ aiuto di alcuni dei ragazzi più anziani del Lar,  allena tutti quelli che vogliono partecipare.  Si tratta di un allenamento che comprende una buona dose di esercizi fisici: salti, corse, addominali, etc. … che si conclude con quello che maggiormente piace a tutti: il   “grande jogo”, una partita di calcio alla grande, che si svolge con  varie rotazioni, siccome il numero di giocatori è così grande che non si potrebbero inquadrare tutti in   due sole  squadre.

Con il lavoro sportivo sta pure aumentando il lavoro individuale. Dato   che si sta avvicinando la fine  dell’ anno scolastico   e che occorre prepararsi bene agli esami conclusivi  del Corso,  si  è creato un nuovo gruppo per tutti coloro che, oltre allo studio  personale ed al sostegno educativo durante il giorno, desiderano   “qualcosa di più”; viene offerto un rinforzo specialmente per le materie fondamentali: matematica,  lingua portoghese…

Apoyo escolar de portugués

Doposcuola di portughese

La risposta risulta molto soddisfacente,  tenendo in conto  che questa attività si svolge in un momento in cui i ragazzi  normalmente riposavano  o erano appiccicati alla  televisione. Congratulazioni al nostro (recentemente sfornato) universitario Waite ed al nostro seminarista Abel!  Vincere la battaglia contro il potere della “caixa tonta” ( la “cassetta stupida” della televisione)  non  è impresa facile, ma voi ci state riuscendo, giorno dopo giorno.

Waite e Abel di tutoring

Waite e Abel impengati con il tutoring

Ci sarebbe altro da raccontare … Ma sarà per la prossima pubblicazione. Come pista lasciamo la siglas N.M.G. Alla  prossima!

Y LA FAMILIA SIGUE AUMENTANDO

En français

En français

En italiano

En italiano

In English

In English

Em português

Em português

En el mes de abril hablábamos de un gran número de nuevos niños que ingresaron en nuestro “Lar”, después de esa “ola” inicial fueron llegando todavía alguno que otro, el último justo el día que concluía el mes de mayo, con la fiesta de la Santísima Trinidad, es el tercero de los hermanos que residen en el Lar, el anterior llegó un mes antes. Al día siguiente, 1 de junio, se celebraba el Día Internacional del Niño, son ya tres grupos de tres hermanos que residen aquí.

Fedinho y Samito

A los pocos minutos de su llegada

Cuando parecía la cosa se había estabilizado en cuanto a ingresos, el 30 de septiembre llegaba sin previo aviso un nuevo niño, la situación de desamparo en la que se encontraba llevó a la policía a traerlo a nuestro Centro, sin más documentos que una carta explicando brevemente la situación y motivos de dicho ingreso y sin otro equipaje que una bolsa con algunas galletas y la ropa que llevaba puesta, si no toda sí parte entregada por los mismos servicios sociales de la Policía de Familia. Le damos la bienvenida esperando se encuentre a gusto con nosotros a la espera se clarifique la situación familiar y se vea si hay otra opción mejor.

El domingo anterior, 27 de septiembre, día en que celebramos a nuestra patrona, la Virgen María con el título de Madre de los Huérfanos, nos llegó una sorpresa: La vaca lechera ha parido después de meses y meses de espera escuchando que estaba preñada o, como dicen aquí, “cheia” (llena), y uno ya dudaba de qué es que estaba llena. No es “hijo de la Luna” como la canción del ya extinguido grupo musical español Mecano, sino hijo de “Cometa” (Lúa -luna en portugués- era el nombre que se dio a la otra vaca lechera).

La vaca Comenta con hijo Treviso

La vaca “Comenta” con hijo “Treviso”

El nombre del ternero es Treviso, nombre de una ciudad italiana en la que nuestro patrón S. Jerónimo Emiliani el mismo día, aunque 504 años antes, dejaba muestra de su gratitud ante una imagen de la Virgen por haber conseguido escapar de la prisión en que se encontraba.

Ese domingo también fiesta grande en la parroquia, coincidiendo con nuestra patrona 16 chicos recibían el Bautismo y, junto con otro, también la Primera Comunión. Enhorabuena a todos y a los que los prepararon y agradecimiento a todos los que ayudaron a que fuese una ceremonia tan festiva, participativa y organizada.

El domingo anterior no fueron menores los festejos al celebrar S. Pedro Claver,

Missa solemne de S. Pedro Claver

Misa solemne de S. Pedro Claver

patrón de nuestra parroquia, un jesuita español que en 1610, todavía novicio, llegaba Colombia donde quiso ser “siempre el siervo de los negros” (aethiopum semper servus). Tuvimos visita del nuevo párroco, quien poco antes había tomado posesión de esta parroquia y de otra, donde reside. Celebración con misa solemne, comida, y actuaciones, incluyendo baile, en el que participó con arte nuestro nuevo párroco.

Se ve que las fiestas estimulan también al ganado, pues la noche del 4 de octubre veía la luz, aunque fuese de la luna, Paz, la nueva ternera de la vaca “Deolinda”.

Madre e hija

Madre e hija

El nombre se ha escogido en conmemoración de los Tratados de Paz firmados en Roma esa mismo día de 1992, y que dieron lugar al fin de la guerra civil en Mozambique. Sigue siendo día festivo en todo el país.

Entrenamiento

Entrenamiento de fútbol con el “míster”

Otra de las novedades de estos últimos meses es la “escuela de fútbol” que, aunque sin un reconocimiento oficial, se está llevando a cabo en nuestro Centro. Tanto para los chicos del Lar como de los alrededores un joven de la zona, ayudado por alguno de los chavales mayores del Hogar, entrena a todos los que se quieren acercar, un entrenamiento cargado con buena cantidad de ejercicios físicos: saltos, carreras, abdominales… que termina con lo que más le gusta a todos el “grande jogo”, partido de fútbol a lo grande, que tienen que hacer en varias rondas pues la cantidad de alumnos no se pueden encuadrar en sólo dos equipos.

Con el trabajo deportivo está también en aumento el trabajo individual. Viendo que se acerca el final de curso, y hay que preparar bien los exámenes de fin de Ciclo, se ha creado un nuevo grupo para todos aquellos que, además del estudio personal y refuerzo educativo durante el día, quieren “algo más”; se ofrece un refuerzo principalmente para las asignaturas troncales: matemáticas, lengua portuguesa…

Apoyo escolar de portugués

Apoyo escolar de portugués

Está teniendo un gran éxito, y eso que es en un tiempo en el que normalmente estaban descansando o pegados a la televisión. Enhorabuena a nuestro (recién estrenado) universitario Waite y a nuestro seminarista Abel. Ganar en la lucha contra el poder de la televisión (y sus series) no es tarea fácil, pero lo estáis consiguiendo día a día.

Waite y Abel en una de sus clases de apoyo

Waite y Abel en una de sus clases de apoyo

Aún hay más… Pero queda para la siguiente publicación. Como pista dejamos unas siglas N.M.G. Hasta la próxima.

NUOVI ARRIVI – FEBBRAIO / MARZO 2015

A metà febbraio,  camminando per la Piazza del Municipio,  nel centro della città, ho notato che c’erano più ragazzi e bambini del solito. Alcuni chiedevano l’elemosina, altri pulivano  automobili. Com’  è mia abitudine in situazioni di questo tipo,   ogni volta che si avvicinavano per chiedere l’elemosina  o per pulirmi  l’auto,  io facevo loro domande sulla loro situazione, sul motivo per cui si trovavano li sulla strada ….  In dieci giorni,  mi ero piú  o meno fatto un quadro della situazione. Praticamente tutti loro mi conoscevano già, “Tu sei  Padre Pedro”, mi dicevano.

Ragazzi sulla Piazza del Municipio

Ragazzi sulla Piazza del Municipio

Alla mia domanda com’era che me conoscevano, rispondevano che mi conoscevano tramite  altri compagni di strada.  Non è poca cosa il fatto che mi conoscessero, perché  subito dopo  – e questo succede molto spesso-   arrivava la richiesta “vogliamo venire con te al Centro”. Dopo aver parlato con loro varie volte , ho preso due di loro e li ho portati con me all‘ ufficio dei  Servizi Sociali (“Acção Social”).  E lì i “técnicos de Acção Social”  mi dicono che hanno un grosso problema, perché il numero dei ragazzi di strada( “crianças da rua”) era aumentato notevolmente.

Incontro notturno sulla Piazza del Municipio

Incontro notturno sulla Piazza del Municipio

Io ho risposto che   se non esistevano obiezioni da parte di qualcuno, io stesso li avrei portati al Centro, dopo aver fatto la  registrazione presso l’ “Acção Social”.  I funzionari mi hanno ringraziato, chiedendomi di tornare il giorno successivo (5  marzo  2015).  Trascorro il giorno 6  a colloquio con il Direttore Provinciale  dell’  Acção Social,  il quale mi spiega che a Beira  un centro per minori   è stato chiuso,  senza previa notifica, senza fare lo sforzo di sistemare i ragazzi in altri  centri: hanno semplicemente  buttato    i minori sulla strada,  hanno chiuso il centro e se ne sono andati.  “Questa è la nostra situazione, signor  Padre”, mi dice il direttore.  Quello stesso giorno noi abbiamo accolto 11 ragazzi nel nostro  Centro : il numero totale di  quelli che io stesso avevo accompagnato all’ “Acção Social”. Nei giorni successivi se ne sono aggiunti altri  tre.  Oggi (16  marzo), mentre scrivo queste righe, sono in attesa dell’ arrivo di altri quattro. *.

Arriva  il  primo  gruppo

Arriva il primo gruppo

In fretta abbiamo dovuto adattare alcune delle case del Centro, provvedendo attrezzature e facendo modifiche atte a far fronte alla nuova situazione.

La  prima cosa è stata comprare capi di vestiario , in quanto i ragazzi erano venuti con quello che avevano indosso ,  a mani vuote.  Poi abbiamo dovuto comprare materassi e coperte.

Ci siamo poi subito  messi in contatto con  varie scuole per  ottenere   quanto prima l’iscrizione  scolastica (la scuola qui era iniziata già da varie settimane, in febbraio ).

Abbiamo pure fatto eseguire gli esami medici e, grazie a Dio, non sono stati rilevati grossi problema di salute.

Il lavoro di adattamento del Lar São Jerónimo sta procedendo bene. Dovrei qui ringraziare i ragazzi più grandi del Lar per l’aiuto che mi stanno dando in questo  lavoro:  stanno aiutando i nuovi venuti ad integrarsi bene , li trattano con cortesía e con attenzione alle loro necessità .  Insomma,  l’ integrazione sta procedendo molto   positivamente.

Registrazione dei dati anagrafici dei neo-arrivati

Registrazione dei dati anagrafici dei neo-arrivati

Parlando del tema della scolarizzazione,  conviene   sottolineare che che  più   della metà di questi ragazzi  si  trovano ad un livello di “alfabetizzazione”.  Però ad un’ età che va dai  12 ai 14 anni non pensabile metterli in Prima Classe Elementare con bambini di 6 anni. Inoltre  è meglio per tali ragazzi fare tre anni di alfabetizzazione, invece dei cinque della scuola Primaria. Oggi, 16 marzo,  iniziano la frequenza scolastica in una scuola di   alfabetizzazione  abbastanza vicina  a noi.

Abbiamo pure iniziato a risolvere il problema della documentazione:  stiamo già lavorando alla ricompilazione dei dati per poter ricostruire la storia sociale di ciascuno di loro.

Vengono date le prime istruzioni

Vengono date le prime istruzioni

Voglio qui sottolineare che venerdì scorso, rientrato al Centro, ho concesso ai ragazzi  l’uscita di fine settimana;  l’ intenzione era  quella di vedere se sarebbero tornati o se avrebbero preferito rimanere sulla strada , come pure quella di ottenere informazioni sulla famiglia, se questa ancora esisteva.   É successo che il sabato alcuni già erano rientrati qui  al Lar, e la domenica pomeriggio tutti erano di ritorno, accompagnati da altri due nuovi.    Questo è un indizio   molto positivo: per lo meno sappiamo che  hanno  realmente intenzione di continuare con noi.    D’altro canto  non abbiamo notizia di alcun loro  parente,  e tutto indica che sono  effettivamente,   “figli  di  S. Girolamo”, orfani di padre e madre .

P. Pedro torna a casa con gli ultimi quattro che si sono aggiunti

P. Pedro torna a casa con gli ultimi quattro che si sono aggiunti

* Dopo questa data han fatto il loro ingresso altri  nove:   tre sono stati condotti  dalla Polizia dei Minori  ( “Gabinete de Atendimento à Mulher e a Criança vitima de violencia”  = Ufficio per l’ Assistenza alla Donna e ai Minori vittime di violenza), due sono stati presentati   dall’ “Acção Social” , e altri  quattro arrivavano   direttamente dalla strada   (alcuni erano ex-residenti  del centro che era stato chiuso  ).

NEW KIDS IN THE “LAR” (FEBRUARY – MARCH 2015)

In mid-February, while strolling through the Town Square in the center of city, I realized that there were more teenagers and children than normal, some begging, other cleaning cars. As I often do in these situations, whenever approached by them begging or asking to clean the car, I talk   to them about your situation, the reason for being there, on the street …; roughly ten days I had a general idea of the situation.

Kids in the Town Square

Kids in the Town Square

Nearly all of them knew me already, “you are the Father Pedro,” they tell me. Asking how they knew me, they said that they knew me from other companions of the street. It is significant that they knew me, because, as has happened on many occasions, they asked, “can we go with you to the Centre”. Having talked to them several times I took two and of them with me to “Social Acção” (Social Services). It was there that I was told by the “técnicos de”Social Acção ”  (social workers) that they  had a big problem, because there was markedly increase in  the number of “da rua crianças”  (street children) I told them that once registered with “Social Acção   and if there was no problems, I myself would take then to our  Center “. It was March 5 the officials told me to return the next day.

Night meeting in the Town Square

Night meeting in the Town Square

I returned the next day for a meeting with the Regional Director of Social Services, who told me that a center in the city had closed without notice, without trying to place the children in other centers, just putting the children on the street and walking away. “That’s the situation,” I was told, by the Regional Director. That same day, I took eleven children to our center including those I had taken to social services the day before. The next day three other children arrived. Now 16 March we are expecting four more.

We quickly had to adapt our houses to this new situation in structures and materials.

The first thing we did was buy clothes for these new children, because they came with nothing, empty-handed, then mattresses and blankets.

The arrival of the first group

The arrival of the first group

Quickly we contacted different schools to ask them to be admitted as soon as possible (here the classes had begun weeks earlier, in February).We arranged medical examinations and, thank God, no major health problems came up.
Their adaptation to Lar São Jerónimo  is going  very good. Here we have to  thank the older children the  of the  Lar for the help they are giving me in this work, we are all  helping to integrate them,  treat them well and take  care for them, ultimately, integration is going very positively.

Taking information  from the  newly arrived

Taking information from the newly arrived

Speaking of school concerns: I would like to emphasize that more than half of these kids are going to have to do “literacy”, their  ages range  from  12-14 years and it would not be correct to put the with  children of  6 years  in Primary 1. In addition, it is more advantageous for them to do three years of literacy rather than five of Primary Education, Today, March 16; they will begin classes at a literacy school more or less close to us.

The issue of documentation we will start right now, we are working on gathering data to reconstruct the social history of each one of these young people.

Giving the first indications

Giving the first indications

I would like emphasize here, that the  Friday after they  arriving at the Centre,  we gave the permission to leave the  Lar  the weekend with the intention  knowing whether they would or would not  prefer to stay in the street, and also to obtain information from the family, if it existed. On Saturday, some were back some here in the Lar, and by Sunday afternoon, all had arrived back with two new ones. This is a positive sign; at least we know that so far, they intend to continue here. Furthermore we have no news of any their families, everything indicates that, indeed, they are “children of St. Jerome,” fatherless and motherless.

Fr. Pedro arriving home with the last four who have joined

Fr. Pedro arriving home with the last four who have joined

* After March 16th nine more children arrived, three from “Gabinete de Atendimento à ea Mulher Crianca Vítima de  violenca” (Juvenile Police) two from “ Social Acção”  and four others came  directly from the street, some former  residents of  the center which closed.

NUEVOS INGRESOS – FEBRERO/MARZO 2015

A mediados de Febrero, paseando por la Plaza del Municipio, en el centro de la ciudad, me di cuenta de que había por allí más adolescentes y niños de lo normal. Unos pidiendo limosna, otros limpiando coches. Como suelo hacer en estas situaciones, cada vez que se acercaban a pedir limosna o limpiar el coche, hablaba con ellos sobre su situación, el motivo de estar allí, en la calle…; más o menos en diez días ya tenía un perfil general de esa situación. Prácticamente todos ellos me conocían ya, “tú eres el Padre Pedro”, me decían.

Chavales en la Plaza del Municipio

Chavales en la Plaza del Municipio

Preguntándoles cómo es que me conocían ellos decían que me conocían por otros colegas de la calle. No es baladí el hecho de que me conocieran, porque seguidamente, y como pasa en muchísimas ocasiones, llega el pedido “queremos ir contigo al Centro”. Tras haber hablado con ellos varias veces, cogí a dos y los llevé conmigo a “Acção Social” (Servicios Sociales). Fue allí donde me dijeron (los “técnicos de Acção Social”) que tenían un gran problema, porque había aumentado notoriamente el número de “crianças da rua”,

Encuentro nocturno en la Plaza del Municipio

Encuentro nocturno en la Plaza del Municipio

yo les dije que si no había problema por parte de nadie yo mismo me los llevaría al Centro una vez registrados en “Acção Social”. Los funcionarios me dieron las gracias y me dijeron de pasar al día siguiente (5 de marzo de 2015). Pasé el día 6 y tuve reunión con el Director Provincial de Acção Social, el Sr. Director Provincial me comenta que han cerrado un centro en Beira, sin informar ni intentar colocar a los niños en otros centros, simplemente los mandaron a la calle, cerraron el Centro y se marcharon. “Esta es nuestra situación, Sr. Padre”, me dijo el director. Ese mismo día aceptamos a 11 en el Centro, era la totalidad de los que yo mismo había llevado a “Acção Social”, en días posteriores vinieron otros tres. Ahora, en este momento que escribo (16 de Marzo) espero el ingreso de otros cuatro*.

Al llegar el primer grupo

Al llegar el primer grupo

Rápidamente tuvimos que adecuar algunas casas del Centro, tanto materiales como estructuras, para hacer asequible la nueva situación. Lo primero que se hizo fue comprar ropa, pues vinieron con lo puesto, las manos vacías, después tuvimos que comprar colchones y mantas. Rápidamente entramos en contacto con las diferentes escuelas para pedir escolarización lo antes posible (aquí las clases habían empezado semanas antes, en Febrero). Ya hemos hecho también análisis médicos y, gracias a Dios, no hay grandes problemas de salud. El trabajo de adaptación al Lar São Jerónimo está siendo muy bueno. Tendría que agradecer aquí a los más mayores del Lar por la ayuda que me están dando en este trabajo, les están ayudando a integrarse muy bien, los tratan bien y tienen atención por ellos, en definitiva, la integración está marchando muy positivamente.

Tomando los datos de los que acaban de llegar

Tomando los datos de los que acaban de llegar

IMG_20150313_080644

Dando las primeras indicaciones

Hablando de centro relativos a escolarización destacamos que más de la mitad de estos chavales van a tener que hacer “alfabetización”, la edad de 12 a 14 años no es para juntar con niños de 6 en 1º de Primaria. Además de que para ellos es más ventajoso hacer tres años de alfabetización (que cinco de Educación Primaria). Hoy, día 16 de Marzo, van a comenzar las clases en una escuela de alfabetización más o menos próxima a nosotros. El asunto de documentación lo vamos a empezar ya mismo, estamos trabajando ya en la recopilación de datos para poder recomponer la historia social de cada uno de ellos.Quiero destacar aquí que el viernes, después de llegar al Centro, autoricé la salida de todos ellos para el fin de semana; la intención era saber si volverían o preferían quedar en la calle, y también para obtener informaciones de la propia familia, si ésta existía. Sucedió que el sábado ya estaban de vuelta algunos aquí, en el Lar, y el domingo por la tarde llegaron todos con otros dos nuevos. Esta es una señal positiva, por lo menos sabemos que efectivamente tienen, de momento, intención de seguir aquí. De otra parte no tenemos noticias de familiar alguno, todo indica que, efectivamente, son “hijos de S. Jerónimo”, huérfanos de padre y madre.

P. Pedro al llegar a casa con los cuatro últimos que se han incorporado

P. Pedro al llegar a casa con los cuatro últimos que se han incorporado

* Después de esa fecha han ingresado otros nueve: tres de ellos traídos por la Policía de Menores (Gabinete de Atendimento à Mulher e a Criança vitima de violencia”, dos provenientes de “Acção Social” y otros cuatro provenientes directamente de la calle (algunos antiguos residentes en el Centro que cerró).

COSAS DE NAVIDAD

A lo largo del año ocurren multitud de detalles entrañables, algunos los llaman “guiños de Dios”, otros “sorpresas de la vida”… A veces son cosas muy llamativas, otras prácticamente imperceptibles, puede que casualidades, puede que el resultado de todo un trabajo previo, en ocasiones previsibles y otras inesperadas;

Día 1 de enero florecía la primera flor de la pasión de este año, la foto es del día 2 (Foto: P. Pedro)

Día 1 de enero florecía la primera flor de la pasión de este año, el día 2, como se ve, hay alguna más. (Foto: P. Pedro)

son las que hacen a cada día ser especial y puede que hasta nos hagan alegrarnos o ver las huellas de la bondad/Bondad, con minúsculas o mayúsculas según las creencias de cada uno, que pasa y deja algún pequeño o gran resplandor. Eso sí, hay que tener los ojos abiertos, un tanto ingenuos, con suficiente capacidad de admiración, ojos de niños,

Ojos de niño (Foto: Lar São Jerónimo)

Ojos de niño (Foto: Lar São Jerónimo)

que están abiertos a aprender a ver nuevas cosas que para otros son evidentes, “normales”, sin nada de “especial”.

Este año tuvimos un belén móvil, es decir, que se desplazaban las figuras según las circunstancias o se trasladaban donde hicieran falta. La “sede” estable estaba en el comedor, con todas las figuras al completo, esta vez con figuras “grandes”, que solían estar en la capilla. Así llegó la misa del día de Navidad.

Diversos momentos de la celebración (Foto: Lar São Jerónimo)

Diversos momentos de la celebración (Foto: Lar São Jerónimo)

Comenzamos la celebración, que vendría acompañada de bautismos, con cinco figuras, algunos ya saben cuales: S. José, la Virgen… una oveja con su pastor y un ángel. ¿Quién estaría pensando en el típico “misterio” en el que está, evidentemente, el Niño Jesús, la mula y el buey? Pero no, la mula y el buey quedaron en su sede y el niño Jesús entraría acompañado solemnemente más tarde con el cántico del “gloria”; esto último fue bien aceptado por todos, lo de la falta de animales en el pesebre… no tanto.

Las cinco figuras que acompañaban al Niño (Foto: Lar São Jerónimo)

Las cinco figuras que acompañaban al Niño (Foto: Lar São Jerónimo)

El ganado vacuno iba a pedir su protagonismo en la celebración: «Es la única vez del año que nos ven junto al Niño y nos “dejan fuera” ¡Esto no puede ser!». Y ocurrió lo ¿previsible? La jefa de la manada, Canela, que los que la conocen saben de su genio, se puso frente a la puerta principal queriendo entrar, algo que es algo más habitual en alguno de los perros que tenemos, que les gusta acercarse al altar, allí quería mostrar que era un “derecho de su especie” y no una manía de ella, así que se trajo al resto de la “familia”

¿Es una aparición? ¡No! Es ella, menuda Canela; y viene acompañada. (Foto: Lar São Jerónimo)

¿Es una aparición? ¡No! Es ella, ¡menuda Canela!, y viene acompañada.
(Foto: Lar São Jerónimo)

y ahí tuvimos al ganado vacuno, aun respetando el recinto sagrado, acercándose a ver al Niño. Es Navidad.

Cortadores de hierba

Todos cortando hierba… para que quede bonito. (Foto: Lar São Jerónimo)

Tres días después para los católicos es la fiesta de los Santos Inocentes, en la que se recuerda la matanza de los niños menores de dos años ordenada por el rey Herodes, y que para los Padres Somascos es la Jornada de Defensa de los niños “olvidados”, pues hay nuevos “Herodes” que siguen siendo el peso y los verdugos de tantos niños que, aun en el siglo XXI, dos mil años después, son maltratados. En esa fecha, y es ya la 5ª edición, como nos lo recordaba P. Pedro en la celebración festiva, organizada por la Policía de Menores (Gabinete de atendimento à mulher e à criança víctimas de violencia), se organiza una fiesta (ver noticias del año pasado) en la que son invitados niños de diversos centros de menores,

Saludos y juegos

Saludos al Comandante. Juegos, final de las “sillas musicales”, para los niños. (Foto: Lar São Jerónimo)

huérfanos de miembros de la policía y víctimas de abusos o abandono, que custodian temporalmente hasta encontrar una solución, además de otros niños con pocos recursos; suelen acompañarnos autoridades, en esta ocasión fueron: Dña. Sofía, la esposa del Sr. Gobernador,

Llegada y acogida al Centro

Dña. Sofía recibida por pequeños y mayores. (Foto: Lar São Jerónimo)

que es la tercera vez que nos visita y de la que ya hemos hablado en otras ocasiones, el Comandante Provincial de la Policía, la Directora General de los Servicios Sociales (Acção Social) y otras personalidades, además de colaboradores y representantes de entidades que ayudan a que este evento sea una fiesta por todo lo alto para estos niños: juegos, bailes, discursos, comida y regalos, esta vez una bolsa con sorpresa otorgada por una compañía de telefonía y un gorrito de “papá Noel”.

Acogedor por fuera y por dentro, lugar, gestos y palabras. (Foto Lar Sãi Jerónimo)

Acogedor por fuera y por dentro: lugar, gestos y palabras. (Foto: Lar São Jerónimo)

Uno de los momentos más significativos el “corta-bolo”, momento en que se corta solemnemente la tarta (o una de ellas), corte que se suele hacer con varias manos significando la unión y participación de los comensales. El evento, fue recogido por diversos medios de comunicación: prensa, radio y televisión. Todos terminaron muy contentos, esperando la próxima edición. Esta vez esperábamos 200 comensales aunque, según la empresa de catering, se dieron 310 platos.

Niños fuera, niños dentro

Noeles por doquier (Foto: Lar São Jerónimo)

Y como recuerdo de nuestro compromiso de atención a la infancia se quedó en nuestro Centro un niño, que estaba atendido por dicho “Gabinete” y a partir de ahora puede disfrutar de un nuevo “hogar”.

Y nos acercamos a Fin de Año, esta vez pasado por agua, toda la noche de lluvia, que no impidió los cohetes y gritos de ¡feliz año nuevo! en la hora propia que se oyeran en toda Beira y gran parte del mundo. La música tampoco faltó en el entorno durante toda la noche, e incluso durante el día siguiente, salvo los ratos que se fue la luz y unas tres horas de descanso a eso de las 2 de la tarde.

Luz en medio de la noche

En la noche los relámpagos iluminan la huerta. (Foto: P. Carlos).

Aquí fue precedido por un día o, mejor, una noche de una buena tormenta eléctrica, con su correspondiente lluvia y de la que dejamos como testimonio alguna foto curiosa.

Un ralyo y algo más.

Un rayo se ve a lo lejos y un efecto extraño ¿cerca?
(Foto: P. Pedro)

¡FELIZ AÑO 2014!

ESTO ES LA PESTE

Português

Italiano

Italiano

English

English

Ahora veo el sentido literal, aunque sea en pequeña escala, de esa frase que tantas veces he oído y usado “esto es la peste”, una expresión usada para referirse generalmente a un mal que se extiende rápidamente, en muchos casos usada para esas “malas hierbas” que aparecen por todos lados y que uno no sabe como eliminarlas. Algo parecido es lo que nos ha ocurrido con los cerdos. Y no hablamos de “peste” con el sentido de olor desagradable.
Pollos -fue la primera especie que criamos- (Foto: Lar São Jerónimo)

Pollos -fue la primera especie que criamos- (Foto: Lar São Jerónimo)

Desde hace año y pico estamos criando cerdos, también tenemos pollos de engorde, algún que otro conejo, tres “conejillos de indias”, que aquí llaman “periquitos”, mejor cuatro, el otro día nació uno, y a mediados de febrero (día 20) comenzamos con cuatro patos, que comparten terreno con unos peces que según dicen caen del cielo con la lluvia, y parece verdad, pues aparecieron en un estanque que a veces se usa como piscina uno de esos días de fuertes lluvias.

Peces

Peces “caidos del cielo” (Foto: Lar São Jerónimo)

Hasta el día 5 de febrero la cría de los cerdos se estaba dando bastante bien, es verdad que las últimas semanas se veía a alguno un poco delgado, pero lo achacamos a que la comida hubiese sido algo más escasa, ya que el número y el tamaño de los cerdos estaba aumentando, o que el mismo pienso que se les estaba dando no tuviese suficiente cantidad de “elementos de engorde”. Después de una noche de fuertes lluvias al día siguientes aparecen 5 cerdos muertos, rápido saltan las alarmas. Es verdad que alguno suelto sí se ha encontrado muerto, pero eran siempre pequeñitos, en todo este tiempo no sé si han llegado a media docena.

Cabras y dos tipos conejos (Foto: Lar São Jerónimo)

Cabras y dos tipos de conejos (Foto: Lar São Jerónimo)

Llamamos entonces a la responsable de agricultura y ganadería, quien ya nos ha asesorado y colaborado con nosotros en otras ocasiones antes de ostentar este cargo. Después de algún tiempo ya estaban aquí dos veterinarios para ver la situación e tomar las medidas pertinentes. Toman muestras de diversos órganos de dos de los cerdos muertos y sangre de algunos de los vivos, no quieren decantarse sino más bien darnos esperanza diciendo que puede que no sea la temida “peste porcina africana” (aquí denominan “peste suina”), que tienen que enviar las muestras a Maputo, la capital del país y en 24 o 48 horas van a tener respuesta.

Cerdos

Las promesas… y los sobrevivientes (Foto: Lar São Jerónimo)

Al día siguiente, por la mañana, vuelven los dos veterinarios para comprobar como van las cosas y preguntan abiertamente cuántos cerdos han aparecido muertos, doce es la respuesta. Ante esto parece no hace falta esperar los resultados, se confirma lo que se sospechaba: ¡esto es la peste! Ya están todos afectados aunque no lo muestren: se les ve muy parados, con pequeñas manchas rojas, como lunares, en todo el cuerpo… Hay que hacer lo que denominan “matanza sanitaria”, es decir, hay que eliminarlos para evitar se extienda más la enfermedad. ¿Qué hacer con los casi 60 cerdos que todavía están vivos? Los que se ven peor desahuciarlos, dejar que siga el ritmo la propia naturaleza, los que se ve que están en mejores condiciones sacrificarlos para aprovechar, si todavía estamos a tiempo, la carne e intentar recuperar algo del gasto y trabajo que ha llevado su cría. Nos ponemos en contacto con el cercano Matadero Municipal, para ver si pueden ellos sacrificar a los que están mejor, no puede ser, tienen demasiado trabajo, habría que esperar a mañana, los veterinarios nos advierten, si se espera a mañana puede que no se tenga ninguno “aprovechable”, y nos ofrecen la posibilidad de pedir al Departamento Provincial de Ganadería autorización para poder matar a los cerdos en el proprio centro, se ofrecen los veterinarios para controlar el sacrificio masivo y así se nos autoriza: 26 cerdos para matar y limpiar en una tarde, pedimos ayuda y vienen unas personas de refuerzo, más de una docena de personas, incluyendo alguno de los chavales mayores del “Lar”, colaboran en esta tarea, un matarife y el resto encargados de limpiarlos, sujetarlos, abrirlos…

Cerdos mamando, eran tiempos de vacas (cerdas) gordas Foto: Lar São Jerónimo

Cerdos mamando, eran tiempos de vacas (cerdas) gordas (Foto: Lar São Jerónimo)

Durante la supervisión todavía son desechados otros cincos, entre ellos el semental que teníamos, el único “grande” (adulto) que estaba en condiciones aparentemente aceptables, y que fue el último que recibió el cuchillo después de ser sujetado por casi todos los presentes. Poco más de 20 cerdos, la mayoría pequeños, alguno mediano, terminaron esa noche en el congelador, de las entrañas hubo que desechar todas. En número algo mayor fueron quemados y enterrados.

La mantanza supervisada por los veterinarios -vista parcial- (Foto: Lar São Jerónimo)

Como era de esperar en los días siguientes fueron muriendo los que quedaban. Aunque siempre se da en la vida algún milagro, muchas veces cuesta verlo, una cerda grande (muy delgada) y una cría siguen vivos, están inmunes, aunque, como bien nos dijeron los veterinarios, que volvieron a pasar unos diez días más tarde, están igualmente infectados, sólo que no manifiestan los síntomas de la enfermedad, por lo que habrá que sacrificarlos antes de poder criar más.
Ahora estamos con los dos sobrevivientes, a la espera de que cojan un poco de peso y sabiendo que, una vez eliminados, y tras desinfectar bien la pocilga y toda la zona tendremos que esperar por lo menos dos meses antes de comenzar de nuevo la cría.

Patos

Patos en su piscina (Foto: Lar São Jerónimo)

De momento seguimos con los pollos, vamos aumentando los patos y preparando el nuevo sector ganadero: cría de vacas, que pueden ayudar mucho a la alimentación del Hogar, tanto con la leche como con la carne. Confiamos en la ayuda de Dios esperando nos ayude en esta nueva etapa a la que se enfrenta nuestra granja.