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E LA FAMIGLIA CONTINUA AD AUMENTARE

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Nel  mese di aprile abbiamo parlato di un grane numero di nuovi ragazzi che sono entrati nel nostro “Lar”. Dopo questa prima “ondata” iniziale,  alcuni altri han continuato ad arrivare: l’ultimo proprio nel giorno conclusivo del mese di maggio, con la festa della Santissima Trinità.  Questo era il terzo di tre fratelli che risedono nel Lar: il secondo era arrivato il mese prima. Il giorno seguente, 1º  giugno,  si celebrava la Giornata Internazionale del Bambino.  Abbiamo già tre gruppi di tre fratelli che risiedono qui con noi.

Fedinho y Samito

Poqui minuti dopo il suo arrivo

Quando sembrava che il problema dei nuovi arrivi si fosse ormai stabilizzato, il  30  settembre arrivava senza preavviso un nuovo bambino: la situazione di abbandono in cui si trovava aveva indotto la polizia a portarlo al nostro Centro, senza altri documenti che una lettera in cui veniva  brevemente spiegata la situazione ed il motivo giustificante il suo ingresso al Lar, senza nessun equipaggiamento, eccetto una borsa con alune gallette ed i vestiti che aveva indosso, di cui una buona parte era stata fornita dagli stessi servizi sociali della  Polizia della Famiglia.  Gli diamo il benvenuto sperando che si possa sentire a suo agio con noi, in attesa che venga chiarita la situazione  famigliare e si veda se sia possibile un’ alternativa migliore.

La  domenica precedente, 27  settembre, giorno in cui  celebriamo la festa della nostra  patrona, la Vergine Maria sotto il titolo di  Madre degli Orfani,  ci era arrivata una  sorpresa: la nostra mucca da latte ha partorito un vitellino, dopo mesi e mesi di attesa , durante i quali sembrava gravida o, come dicono qui “cheia” (ossia piena), ma si cominciava a dubitare che fosse davvero tale.    Non si tratta del  “figlio  della Luna” come dice la canzone dell’ormai estinto gruppo musicale spagnolo  Mecano, bensì del figlio di  “Cometa” (Lúa -luna en portoghese- era il nome che aveamo dato all’ altra mucca da latte).

La mucca

La mucca “Comenta” con il suo figliolo “Treviso”

Il nome del vitellino è “Treviso”, dal nome della città  italiana in cui il nostro patrono  S. Girolamo Emiliani,  in quella stessa data, per quanto 504 anni prima,  lasciava il pegno della sua gratitudine  davanti all’ immagine della Madonna, per essere riuscito a fuggire dalla prigione in cui era sato rinchiuso. Quella stessa domenica c’è stata pure una  grande festa nella parrocchia, in quanto,  in coincidenza con la nostra patrona,   16 ragazzi hanno ricevuto il Battesimo e, assieme ad un altro, pure la  Prima Comunione.   Congratulazioni a tutti, compresi coloro che hanno curato la preparazione, ed un grazie cordiale a quanti hanno collaborato perché la celebrazione riuscisse così festosa, partecipata e ben   organizzata.

La domenica precedente non erano state minori le celebrazioni  in occasione della festa di S. Pietro Clavier,

Messa solenne de S. Pietro Claver

Messa solenne di S. Pietro Claver

patrono della nostra   parrocchia, un gesuita spagnolo che nel  1610, quando era  ancora un novizio,  arrivava in  Colombia dove volle essere   “sempre il servo dei   negri” (aethiopum semper servus). Abbiamo pure avuto la  visita del nuovo parroco, il quale poco tempo prima aveva preso possesso di questa parrocchia e da un’ altra, in cui ancora risiede.  Una celebrazione con messa  solenne, pranzo e programa culturale , comprendente un numero di danza a cui partecipò con maestria il nostro nuovo parroco.

Si  vede che le feste stimolano pure il bestiame. Infatti durante la notte del   4   ottobre veniva alla luce –per quanto fosse solo la luce della luna- la nuova vitellina Paz (Pace) della mucca “Deolinda”.

Madre e figlia

Madre e figlia

El nome è  stato scelto in commemorazione dei  Trattati di Pace firmati a Roma in quello stesso giorno del  1992,  con cui si diede fine alla  guerra civile in Mozambico.  Ancora oggi è un giorno di festa per tutta la nazione.

Un’altra novità di questi ultimi mesi  è la “scuola di calcio” che, pur senza un riconoscimento ufficiale, si sta svolgendo   nel nostro Centro.

Entrenamiento

Allenamento di calcio con l’allenatore

Sia per i ragazzi del Lar come per quelli dei dintorni, un giovane della  zona, con l’ aiuto di alcuni dei ragazzi più anziani del Lar,  allena tutti quelli che vogliono partecipare.  Si tratta di un allenamento che comprende una buona dose di esercizi fisici: salti, corse, addominali, etc. … che si conclude con quello che maggiormente piace a tutti: il   “grande jogo”, una partita di calcio alla grande, che si svolge con  varie rotazioni, siccome il numero di giocatori è così grande che non si potrebbero inquadrare tutti in   due sole  squadre.

Con il lavoro sportivo sta pure aumentando il lavoro individuale. Dato   che si sta avvicinando la fine  dell’ anno scolastico   e che occorre prepararsi bene agli esami conclusivi  del Corso,  si  è creato un nuovo gruppo per tutti coloro che, oltre allo studio  personale ed al sostegno educativo durante il giorno, desiderano   “qualcosa di più”; viene offerto un rinforzo specialmente per le materie fondamentali: matematica,  lingua portoghese…

Apoyo escolar de portugués

Doposcuola di portughese

La risposta risulta molto soddisfacente,  tenendo in conto  che questa attività si svolge in un momento in cui i ragazzi  normalmente riposavano  o erano appiccicati alla  televisione. Congratulazioni al nostro (recentemente sfornato) universitario Waite ed al nostro seminarista Abel!  Vincere la battaglia contro il potere della “caixa tonta” ( la “cassetta stupida” della televisione)  non  è impresa facile, ma voi ci state riuscendo, giorno dopo giorno.

Waite e Abel di tutoring

Waite e Abel impengati con il tutoring

Ci sarebbe altro da raccontare … Ma sarà per la prossima pubblicazione. Come pista lasciamo la siglas N.M.G. Alla  prossima!

NUOVI ARRIVI – FEBBRAIO / MARZO 2015

A metà febbraio,  camminando per la Piazza del Municipio,  nel centro della città, ho notato che c’erano più ragazzi e bambini del solito. Alcuni chiedevano l’elemosina, altri pulivano  automobili. Com’  è mia abitudine in situazioni di questo tipo,   ogni volta che si avvicinavano per chiedere l’elemosina  o per pulirmi  l’auto,  io facevo loro domande sulla loro situazione, sul motivo per cui si trovavano li sulla strada ….  In dieci giorni,  mi ero piú  o meno fatto un quadro della situazione. Praticamente tutti loro mi conoscevano già, “Tu sei  Padre Pedro”, mi dicevano.

Ragazzi sulla Piazza del Municipio

Ragazzi sulla Piazza del Municipio

Alla mia domanda com’era che me conoscevano, rispondevano che mi conoscevano tramite  altri compagni di strada.  Non è poca cosa il fatto che mi conoscessero, perché  subito dopo  – e questo succede molto spesso-   arrivava la richiesta “vogliamo venire con te al Centro”. Dopo aver parlato con loro varie volte , ho preso due di loro e li ho portati con me all‘ ufficio dei  Servizi Sociali (“Acção Social”).  E lì i “técnicos de Acção Social”  mi dicono che hanno un grosso problema, perché il numero dei ragazzi di strada( “crianças da rua”) era aumentato notevolmente.

Incontro notturno sulla Piazza del Municipio

Incontro notturno sulla Piazza del Municipio

Io ho risposto che   se non esistevano obiezioni da parte di qualcuno, io stesso li avrei portati al Centro, dopo aver fatto la  registrazione presso l’ “Acção Social”.  I funzionari mi hanno ringraziato, chiedendomi di tornare il giorno successivo (5  marzo  2015).  Trascorro il giorno 6  a colloquio con il Direttore Provinciale  dell’  Acção Social,  il quale mi spiega che a Beira  un centro per minori   è stato chiuso,  senza previa notifica, senza fare lo sforzo di sistemare i ragazzi in altri  centri: hanno semplicemente  buttato    i minori sulla strada,  hanno chiuso il centro e se ne sono andati.  “Questa è la nostra situazione, signor  Padre”, mi dice il direttore.  Quello stesso giorno noi abbiamo accolto 11 ragazzi nel nostro  Centro : il numero totale di  quelli che io stesso avevo accompagnato all’ “Acção Social”. Nei giorni successivi se ne sono aggiunti altri  tre.  Oggi (16  marzo), mentre scrivo queste righe, sono in attesa dell’ arrivo di altri quattro. *.

Arriva  il  primo  gruppo

Arriva il primo gruppo

In fretta abbiamo dovuto adattare alcune delle case del Centro, provvedendo attrezzature e facendo modifiche atte a far fronte alla nuova situazione.

La  prima cosa è stata comprare capi di vestiario , in quanto i ragazzi erano venuti con quello che avevano indosso ,  a mani vuote.  Poi abbiamo dovuto comprare materassi e coperte.

Ci siamo poi subito  messi in contatto con  varie scuole per  ottenere   quanto prima l’iscrizione  scolastica (la scuola qui era iniziata già da varie settimane, in febbraio ).

Abbiamo pure fatto eseguire gli esami medici e, grazie a Dio, non sono stati rilevati grossi problema di salute.

Il lavoro di adattamento del Lar São Jerónimo sta procedendo bene. Dovrei qui ringraziare i ragazzi più grandi del Lar per l’aiuto che mi stanno dando in questo  lavoro:  stanno aiutando i nuovi venuti ad integrarsi bene , li trattano con cortesía e con attenzione alle loro necessità .  Insomma,  l’ integrazione sta procedendo molto   positivamente.

Registrazione dei dati anagrafici dei neo-arrivati

Registrazione dei dati anagrafici dei neo-arrivati

Parlando del tema della scolarizzazione,  conviene   sottolineare che che  più   della metà di questi ragazzi  si  trovano ad un livello di “alfabetizzazione”.  Però ad un’ età che va dai  12 ai 14 anni non pensabile metterli in Prima Classe Elementare con bambini di 6 anni. Inoltre  è meglio per tali ragazzi fare tre anni di alfabetizzazione, invece dei cinque della scuola Primaria. Oggi, 16 marzo,  iniziano la frequenza scolastica in una scuola di   alfabetizzazione  abbastanza vicina  a noi.

Abbiamo pure iniziato a risolvere il problema della documentazione:  stiamo già lavorando alla ricompilazione dei dati per poter ricostruire la storia sociale di ciascuno di loro.

Vengono date le prime istruzioni

Vengono date le prime istruzioni

Voglio qui sottolineare che venerdì scorso, rientrato al Centro, ho concesso ai ragazzi  l’uscita di fine settimana;  l’ intenzione era  quella di vedere se sarebbero tornati o se avrebbero preferito rimanere sulla strada , come pure quella di ottenere informazioni sulla famiglia, se questa ancora esisteva.   É successo che il sabato alcuni già erano rientrati qui  al Lar, e la domenica pomeriggio tutti erano di ritorno, accompagnati da altri due nuovi.    Questo è un indizio   molto positivo: per lo meno sappiamo che  hanno  realmente intenzione di continuare con noi.    D’altro canto  non abbiamo notizia di alcun loro  parente,  e tutto indica che sono  effettivamente,   “figli  di  S. Girolamo”, orfani di padre e madre .

P. Pedro torna a casa con gli ultimi quattro che si sono aggiunti

P. Pedro torna a casa con gli ultimi quattro che si sono aggiunti

* Dopo questa data han fatto il loro ingresso altri  nove:   tre sono stati condotti  dalla Polizia dei Minori  ( “Gabinete de Atendimento à Mulher e a Criança vitima de violencia”  = Ufficio per l’ Assistenza alla Donna e ai Minori vittime di violenza), due sono stati presentati   dall’ “Acção Social” , e altri  quattro arrivavano   direttamente dalla strada   (alcuni erano ex-residenti  del centro che era stato chiuso  ).

COSE DI NATALE

Durante l’anno succedono molti piccoli eventi intimi, alcuni li chiamano “l’occhiolino di Dio”, altri “sorprese della vita ” … A volte sono cose che richiamano molto l’attenzione, a volte sono quasi impercettibili, oppure una casualità, o forse il risultato di tutto un lavoro precedente, in occasioni prevedibili ed in altre impreviste;

Il 1º gennaio sbocciava il 1º  fiore della passione di quest'anno; il giorno 2, come si vede, gía ve ne sono altri (Foto: P. Pedro )

Il 1º gennaio sbocciava il 1º fiore della passione di quest’anno; il giorno 2, come si vede, gía ve ne sono altri (Foto: P. Pedro )

sono cose che rendono speciale ogni giorno, o addirittura possono rallegrarci o farci vedere le tracce della bontà /Bontá, (in maiuscolo o minuscolo secondo le credenze di ciascuno), che passa e lascia qualche piccolo o grande bagliore. Certo, occorre tenere gli occhi ben aperti, essere un po’ ingenui, con capacità sufficiente di meravigliarsi, occhi da bambini,

Occhi da bambino (Foto: Lar San Girolamo)

Occhi da bambino (Foto: Lar San Girolamo)

spalancati per imparare a vedere cose nuove, cose che per altri sono evidenti, “normali” , senza nulla di “speciale” .

Quest’anno abbiamo preparato un presepe vivente, con i personaggi che si muovono quando necessario o richiedono le circostanze. La “sede” fissa era il refettorio con tutte le statue al completo, usando statue “grandi” che normalmente stavano nella cappella. Cosí arrivò la Messa di Natale.

Vari momenti della celebrazione ( Foto: Lar San Jerónimo )

Vari momenti della celebrazione ( Foto: Lar San Jerónimo )

Iniziammo la celebrazione, accompagnata da vari battesimi, con cinque statue. Facile sapere quali: S. Giuseppe, la Vergine …, una pecora con il loro pastore e un angelo. Starete forse pensando nel tipico “mistero”, naturalmente con Gesù Bambino, l’asino e il bue? Ma no, l’asino e il bue rimasero al loro posto e il bambino Gesù sarebbe entrato piú tardi solennemente accompagnato con il canto del “Gloria”. Quest’ultimo fu ben accettato da tutti, la mancanza di animali nel presepio… non tanto.

Le cinque statue che accompagnavano il bambino ( Foto: Lar San Jerónimo )

Le cinque statue che accompagnavano il bambino ( Foto: Lar San Jerónimo )

Il bestiame avrebbe esigito il suo ruolo nella celebrazione: “E’ l’unico momento dell’anno che ci vedono vicino al bambino e ‘ci lasciano fuori’. Questo non può essere!”. E successe quanto era prevedibile. La capessa del branco, Cannella, (chi la conosce sa del suo genio), si fermò davanti alla porta principale cercando di entrare (cosa certo piú comune in qualcuno dei cani che abbiamo, a cui piace avvicinarsi all’altare): ci voleva dimostrare che si trattava di un “diritto della sua specie” e non di una sua mania, così che trasse con sé il resto della “famiglia”.

È un'apparizione? No ! È Cannella, e viene acccompagnata! . (Foto: Lar San Girolamo)

È un’apparizione? No ! È Cannella, e viene acccompagnata! . (Foto: Lar San Girolamo)

Così anche il bestiame bovino, pur rispettando il recinto sacro, venne a vedere il Bambino. E’ Natale.

Tutti tagliarono l’erba ...perché tutto rimanesse bello. (Foto: Lar San Girolamo)

Tutti tagliarono l’erba …perché tutto rimanesse bello. (Foto: Lar San Girolamo)

Tre giorni più tardi per i cattolici è la festa dei Santi Innocenti, in cui si ricorda l’uccisione dei bambini sotto i due anni per ordine di re Erode. Per i Padri Somaschi è la giornata per la difesa dei bambini “dimenticati”, dato che ci sono dei nuovi “Erodi”, che continuano a essere l’incubo e i boia di tanti bambini , che pur trovandosi nel XXI secolo, 2000 anni dopo, vengono maltrattati. In tale data, ed è già la 5° edizione, come ci ricordava P. Pedro nella celebrazione festiva, organizzata dalla Polizia dei minori (Dipartimento di difesa della donna e dei bimbi vittime della violenza). Si organizza una festa (vedi le notizie dello scorso anno) in cui sono invitati bambini provenienti da vari Centri di minori,

Saluti al Comandante. Giochi , finale di "sedie musicali" per i bambini. (Foto: Lar San Girolamo)

Saluti al Comandante. Giochi , finale di “sedie musicali” per i bambini. (Foto: Lar San Girolamo)

orfani di membri della polizia e vittime di abuso o abbandono, temporaneamente custoditi fino a trovare una soluzione, così come altri bambini con poche risorse. Spesso ci accompagnano autorità. In questa occasione c’erano: la signora Sofía, moglie del governatore,

La Sra. Sofía ricevuta da grandi e piccoli. (Foto: Lar San Girolamo)

La Sra. Sofía ricevuta da grandi e piccoli. (Foto: Lar San Girolamo)

per la terza volta volta (e di cui abbiamo già parlato in altre occasioni), il comandante Provinciale della Polizia, la Direttrice Generale dei Servizi Sociali (Azione Sociale) e altre personalità, oltre a collaboratori e rappresentanti di organizzazioni che aiutano a rendere questo evento una grandiosa festa per questi bambini: giochi, balli, discorsi, cibo e regali (questa volta un sacchetto con sorpresa fornita da una compagnia telefonica e un cappello di “Babbo Natale”).

Accogliente dentro e fuori: luogo, gesti e parole. (Foto: Lar San Girolamo)

Accogliente dentro e fuori: luogo, gesti e parole. (Foto: Lar San Girolamo)

Uno dei momenti più significativi il “taglia-bolo”, in cui si taglia solennemente la torta (o una delle torte), taglio che suole farsi con più mani significando l’unione e la partecipazione dei commensali. L’evento è stato ripreso da diversi mezzi di comunicazione: stampa, radio e televisione. Tutti, alla fine, furono molto soddisfatti, in attesa della prossima edizione. Questa volta si aspettavano 200 persone , però secondo l’impresa di catering furono servite 310 porzioni.

Babbi natale ovunque. (Foto: Lar San Girolamo)

Babbi natale ovunque. (Foto: Lar San Girolamo)

Come ricordo del nostro impegno di attenzione all’infanzia, è rimasto nel nostro Centro un bambino, di cui si occupava detto “Dipartimento”, e che a partire da questo momento può godere di una nuova “casa”.

Ci avviciniamo a Fine Anno, questa volta con pioggia, una pioggia caduta durante tutta la notte, che però non ha impedito i razzi e le grida di Felice Anno Nuovo! nella stessa ora in cui ció succedeva in Beira e in gran parte del mondo. Non mancò neppure la musica nell’ambiente durante tutta la notte, e anche durante il giorno seguente, tranne i momenti in cui mancò la luce e approssimativamente le tre ore di riposo verso le 14:00 del pomeriggio.

Di notte i fulmini illuminano il giardino. ( Foto: P. Carlos ) .

Di notte i fulmini illuminano il giardino. ( Foto: P. Carlos ) .

Il tutto qui è stato preceduto da un giorno o, meglio, una notte con un forte temporale con fulmini, con la corrispondente pioggia, di cui lasciamo come testimonianza qualche foto curiosa.

Un fulmine in lontananza e un effetto strano. vicino? ( Foto: P. Pedro )

Un fulmine in lontananza e un effetto strano. vicino?
( Foto: P. Pedro )

BUON ANNO NUOVO 2014!

VACCHE nel Lar San Girolamo!

Le mucche del villaggio “se ne sono andate”, ricordo che cantava una canzone spagnola. Così abbiamo iniziato con le nostre mucche.  A qualcuno dei nostri amici è giá arrivata la notizia che in Lar São Jerónimo ‘abbiamo mucche!’ E mucche vere! Prima fu un’idea, poi una intenzione, più tardi un impegno preso, dato che c’erano persone che si erano offerte a finanziarle. Grazie!  Finalmente è una realtà che, per vari motivi, ha preso più tempo del previsto.

Café e Canela prima di scendere dal camion / Lar São Jerónimo

Café e Canela prima di scendere dal camion / Lar São Jerónimo

Il 13 aprile, Sabato pomeriggio, apparve un camion dell’Associazione Esmabama con la prima coppia di bestiame bovino che entrò in questo recinto. Venivano da Barada, dove iniziarono a lavorare i primi Padri Somaschi, giunti a Mozambico. Eravamo sconcertati, non sapevamo che fare. Il recinto c’era, con la sua porta, ma non finito del tutto, e poi occorreva condurle sul posto. Rimosse le canne di bambù, che le proteggevano, e collocando degli assi per superare il dislivello del camion, scesero i due animali. Uno spettacolo. Quel giorno non c’erano molte persone, alcuni bambini erano usciti e quelli che erano in casa si mescolavano con quelli che non perdevano d’occhio, ma si mantenevano a distanza, “non capitasse che…”, e con quelli che gli piace l’avventura, che si offrirono per aiutare, e così poter vedere da vicino questi “bichos” (animaloni) così grandi.

Gli animali scesero dal camion abbastanza tranquilli e senza dare troppi problemi nell’andare verso il recinto: solo una certa difficoltà per tenere il loro passo. Dopo poco tempo, allo scendere della notte, le guardie e qualcuno dei ragazzi più grandi ci dicono che le mucche stanno passeggiando “fuori casa loro”.

Che fare? Avevano scoperto la parte del recinto non terminato, per cui riportarle dentro non sarebbe servito molto. Decidemmo di metterle dove passano la notte le capre, un posto chiuso e meglio protetto; e spostare le capre in un posto più piccolo, in questo caso con i conigli.

Canela e Café in una delle loro “scappate” / Lar São Jerónimo

Canela e Café in una delle loro “scappate” / Lar São Jerónimo

La prima avventura è stata quella di cambiare le capre di posto: si sa che sono note per essere molto testarde. Qualcuna con corde, altre a spalle (qualcuno sembrava una stampa tratta da un presepe): non presentarono troppi problemi.

L’avventura vera fu con i nuovi inquilini; in primo luogo per trovarli, perché se è vero che sono abbastanza voluminosi, non è facile vederli di notte in mezzo a edifici, alberi, erba alta e con poca illuminazione in certe zone. Una volta trovati, il problema non fu spostarle, ma dove portarle… Si constatò che le porte, specialmente se sono un po’ strette…, non fanno al caso. Pile, bastoni… non servirono per niente. Dovemmo rinunciare, risero (!) di noi quanto vollero…

Il primo compito comportava chiudere bene il recinto e preparare qualcuno per l’allevamento di bestiame bovino; cosa che ebbe inizio quello stesso lunedi. Dato che c’era un buon terreno con erba alta fino all’altezza delle ginocchia e tre stagni, l’alimentazione non rappresentava un problema.

Lúa e Cometa, fuera dal recinto, il giorno dopo l’arrivo / Lar São Jerónimo

Lúa e Cometa, fuera dal recinto, il giorno dopo l’arrivo / Lar São Jerónimo

Trascorso più di un mese, il 17 maggio, partimmo alla ricerca di vitelle da latte. Le prime erano piuttosto per carne, più mucche che vitelle. Le vitelle erano giovani, avrebbero compiuto l’anno nel mese di luglio. Due femmine bicolore, nere con macchie bianche.

Queste ultime fummo in grado di caricarle nella nostra macchina: si legarono bene gli zoccoli alla “pick-up” (come si dice da queste parti), cioè al furgone con la parte posteriore all’aria aperta. Si dovette mettere una corda sopra per evitare che si potessero muovere nei due km di distanza tra l’HOGAR e la fattoria di origine.

Cometa e Lúa con gli uccelli che normalmente acompagnano le vacche. / Lar São Jerónimo

Cometa e Lúa con gli uccelli che normalmente acompagnano le vacche. / Lar São Jerónimo

Anche queste hanno avuto la loro prima notte di fuga, ma senza problemi per rientrare nel recinto; noi avevamo acquistato più esperienza, sono più docili e c’erano le piú grandi ad aspettarle. Qui il problema consisteva nelle misure di sicurezza “anti-evasione” preparate per le altre due, che erano il doppio in peso e dimensioni. Di conseguenza, il giorno dopo abbiamo dovuto ridurre alcuni spazi, ma ugualmente una di loro tornò la notte successiva alle vecchie abitudini. Il giorno dopo la si sentì muggire nei pressi della cappella, al inizio della Messa. Non fu facile scoprire da dove usciva, però chiudendo gli spazi tutte si sono abituate alla loro nuova casa…, ottenendo, come risultato finale, che rimanessero nel porcile.

I primi sono maschio e femmina, Caffè e Cannella, rispettivamente, sono i loro nomi, ispirati al colore della pelle; sono di razza Brahma. Le due che danno latte sono di una razza olandese, che ancora non sappiamo riconoscere quale sia: i nomi che le abbiamo dato sono: Lua (Luna in portoghese) e Cometa.

Café e Canela in “zona  bagno” /Lar São Jerónimo

Café e Canela in “zona bagno” /Lar São Jerónimo

La più ribelle è Canela. Faticammo tre mattinate per farle entrare nel corridoio “della doccia”. Anche questa è stata un’avventura degna di essere ripresa con un video.

Per fortuna nessuno ci ha registrato! Caffè non fece molta resistenza; quindi fin dal primo giorno, anche se con fatica e con un paio di corse, ricevette la prima doccia antiparassitaria, che deve essere ripetuta ogni 15 giorni.

Con il box che abbiamo strutturato a forma di imbuto, si rende il lavoro più facile, anche se Cannella, rimane molta Cannella. Le piccole Lua, sempre inquieta e avventuriera, e Cometa, con voce più rotta e direi (se i musicisti non si scandalizzano) più stonata, non danno troppi problemi per eseguire queste operazioni.

La familia al completo: Café, Canela, Lúa e Cometa (da sinistra a destra) / Lar São Jerónimo

La familia al completo: Café, Canela, Lúa e Cometa (da sinistra a destra)/ Lar São Jerónimo

Il resto del bestiame continua una vita normale… Ora stiamo preparando una zona chiusa anche per le capre, che stanno distruggendo ogni pianta che viene loro a tiro; e con le prime piantagioni nell’orto… non possiamo lasciare libere queste “divoratrici”.

Abbiamo in progetto di aumentare un po’ il bestiame, anche se occorre andare lentamente, per abituarci al ritmo e vedere come le cose procedono.

Non abbiamo detto nulla, né nell’articolo precedente, né in questo, dei “migliori amici dell’uomo”, un modo con cui siamo soliti definire i cani. Si è notevolmente ridotto il numero, e non solo in casa nostra: è un argomento abbastanza (se non “molto”) diffuso nella zona, un’altra malattia che sta decimando la popolazione animale, in questo caso i cani.

Foto de archivio, anteriore alla decimazione della popolazione canina  / P. José Antonio, crs

Foto de archivio, anteriore alla decimazione della popolazione canina / P. José Antonio, crs

Notizia dell’ultima ora: abbiamo già ha avuto i primi giorni di pesca su grande scala nel nostre vasche di piscicoltura. Si presero pochi pesce-gatto, che sono più grandi, però la cattura di pesci “macacana” fu abbondante: più di cento. Si cucinarono in salsa di pomodoro (spesso in questa casa la base della maggior parte delle salse) e con riso: è stata una buona cena.

Nelle foto riportiamo quattro momenti delle prime tecniche di pesca. Le tecniche più sofisticate che hanno portato a “pesca abbondante” sono segrete, per cui non possiamo fornire immagini.

Quattro momenti  con le prime tecniche di pesca /  Lar São Jerónimo

Quattro momenti con le prime tecniche di pesca / Lar São Jerónimo

QUESTA E’ LA PESTE

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Ora comprendo il senso letterale, anche se su piccola scala, di quella frase tante volte sentita e utilizzata “questa è la peste”; un termine consueto per riferirsi a una malattia che si diffonde rapidamente; spesso usato per indicare “le erbacce” che spuntano dappertutto e che non si sa come rimuoverle. Qualcosa di simile è quello che ci è successo con  i maiali. E non parliamo di “peste”, nel senso di voler solo indicare un odore sgradevole.
Polli, primo tipo che abbiamno allevato- (Foto: Lar São Jerónimo)

Polli, primo tipo che abbiamno allevato- (Foto: Lar São Jerónimo)

Stiamo allevando maiali da oltre un anno. Abbiamo pure polli per ingrasso, qualche coniglio, tre coniglietti d’India, (meglio 4, l’ultimo è nato pochi giorni fa) che da queste parti chiamano “periquitos” (“pappagallini”).  Dopo la metà di febbraio (il giorno 20) cominciammo pure con quattro anatre, che condividono il terreno con dei pesci, che – come dicono – cadono dal cielo con la pioggia, e sembra vero perché sono comparsi in un giorno di intensa pioggia, in uno stagno usato a volte.

Pesci caduti dal cielo

Pesci caduti dal cielo (Foto: Lar São Jerónimo)

Fino al 5 febbraio l’allevamento di maiali era andato abbastanza bene, anche se nelle ultime  settimane ne notammo qualcuno magrolino, ma pensammo che fosse dovuto al mangime forse un po’ scarso, dato che  il numero e la grandezza dei  maiali stava aumentando; oppure che il mangime non avesse abbastanza elementi per “ingrasso”. Il giorno seguente a una notte di forti piogge, troviamo 5 maiali morti. Rapidamente suona l’allarme. In realtà, in qualche caso isolato, ne erano già stati trovatoi alcuni morti, però si trattava sempre di animali molto piccoli, e in un numero che non penso abbia raggiunto la mezza dozzina.

Caprette e due tipi di conigli (Foto: Lar São Jerónimo)

Caprette e due tipi di conigli (Foto: Lar São Jerónimo)

Richiediamo la presenza del responsabile per l’agricoltura e per il bestiame, persona che già ci aveva consigliato e collaborato con noi in altre occasioni, prima di ricevere questo incarico ufficiale. In breve si presentarono due veterinari per vedere la situazione e prendere le misure pertinenti.

Prelevano campioni di vari organi di due dei maiali già morti, e il sangue di alcuni maiali vivi. Non azzardano nessuna conclusione, al contrario vogliono darci una speranza, dicendo che non può essere la temuta “peste porcina africana” (qui chiamata “peste suina”) e che devono inviare campioni a Maputo, la capitale del paese, sicuri di ricevere la risposta entro 24 o 48 ore.

Le promesse e     ..........   y sopravvissuti

Le promesse e ……… y sopravvissuti(Foto: Lar São Jerónimo)

Il giorno dopo, al mattino, i due veterinari tornano per vedere come vanno le cose e chiedono quanti suini sono stati trovati morti: dodici è la risposta. Davanti a questo fatto sembra loro che non è necessario attendere i risultati. Si conferma quello che si sospettava: è la peste! Sono tutti contagiati, anche se non lo manifestano: li si vede esageratamente fermi, con piccoli macchie rosse come lunari, in tutto il corpo …

Si deve procedere a quello che si chiama “macellazione sanitaria”, cioè, gli animali devono essere eliminati per prevenire una ulteriore diffusione della malattia. Cosa fare con i quasi 60 maiali che sono ancora vivi? Eliminare quelli che stanno peggio; per gli altri lasciare che la natura segua il suo ritmo, traendo qualche profitto da quelli che si trovano in condizioni migliori, macellandoli, se ancora si è in tempo, per usare la carne, e cercare di rifarsi un poco della spesa e del lavoro fatto per l’allevamento.
Ci mettiamo in contatto con il vicino mattatoio comunale, per vedere se possono macellare quelli che stanno in migliori condizioni. Non possono perché sono stracarichi di lavoro: bisognerebbe aspettare fino al giorno dopo. I veterinari ci mettono in guardia: se si aspetta fino a domani può essere che non ce ne sia più nessuno “utilizzabile”, e offrono la possibilità di chiedere al Dipartimento Provinciale per l’allevamento del bestiame un’autorizzazione per macellare i suini nel proprio centro. I veterinari si offrono per il controllo della macellazione in massa. Si autorizza l’operazione: 26 suini da uccidere e pulire in un pomeriggio. Chiediamo aiuti e giungono oltre una dozzina di persone tra cui alcuni dei ragazzi più grandi del “Lar”, che collaborano in questo compito, un macellaio e il resto con l’incarico di tenerli fermi, aprirli, pulirli …

Maialini mangiando … erano i tempi delle vacche (maiali) grasse. Foto: Lar São Jerónimo

Maialini mangiando … erano i tempi delle vacche (maiali) grasse.(Foto: Lar São Jerónimo)

Durante la supervisione sono scartati altri cinque suini, tra cui lo stallone che avevamo, l’unico “grande” (adulto), che stava in condizioni apparentemente accettabili, e che è stato l’ultimo a ricevere “il colpo di grazia”, una volta immobilizzato con l’aiuto di quasi tutti i presenti. Poco più di 20 maiali, la maggior parte piccoli, qualcuno di mezza statura, finirono quella notte nel congelatore. Le viscere dovettero essere tutte scartate. In numero leggermente più numeroso furono bruciati e sotterrati…

L’uccisione dei maiali supervisata dai veterinanri (vista parziale) (Foto: Lar São Jerónimo)

Come era da prevedere  nei giorni successivi morirono  i rimanenti. Anche se sempre può verificarsi un miracolo nella vita, spesso risulta difficile vederlo: una scrofa di grandi dimensioni (molto magra) e un piccolo porcellino continuano a vivere perché sono immunizzati. Anche se, come bene ci hanno spiegato i veterinari, che sono ripassati una decina di giorni più tardi, sono ugualmente contagiati;  solo che non presentano i sintomi della malattia, per cui dovranno essere macellati prima di iniziare un altro allevamento.

Anitre nella piscina.

Anitre nella piscina. (Foto: Lar São Jerónimo)

In questo momento continuiamo con i due sopravvissuti, sperando che aumentino un poco di peso prima di macellarli. In conclusione: dopo aver ben disinfettato il locale e tutta l’area, dovremo aspettare almeno due mesi prima di riprendere un nuovo allevamento.

Nel frattempo continuiamo con i polli, stiamo aumentando il numero di anatre e preparando un nuovo settore di bestiame: l’allevamento di vacche, che possono essere di molto aiuto per l’alimentazione del Hogar, tanto per il latte come per la carne. Contiamo sull’aiuto di Dio, sperando che ci soccorra in questa nuova fase affrontata dalla nostra azienda.

ECCO LE VACANZE!

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Dopo un lungo anno scolastico, finalmente le vacanze. Approfittiamo di questo tempo per soddisfare  l’impegno  preso nell’articolo anteriore.  Dicevamo  allora che avremmo commentato qualcosa in più rispetto all’organizzazione delle classi.

Il corso, ci riferiamo sempre all’Educazione Generale, inizia nella seconda metà di gennaio, o ai primi di febbraio e termina alla fine di ottobre.

Pronti per cominciare la scuola / LSJ

Pronti per cominciare la scuola / LSJ

Si divide in tre trimestri, ognuno con il suo periodo   di vacanze. Normalmente questo è di una settimana dopo il primo periodo, due settimane dopo il secondo periodo;  alla fine del terzo arrivano le vacanze scolastiche di circa due mesi e mezzo, o tre.

La numerazione dei corsi è continuata.  Va da 1º a 12º, che qui si chiamano  “1ª classe” fino a “12ª classe”.  Esiste una divisione in Primaria: due  Cicli o Gradi (il primo va da 1º a 5º) e il secondo comprende 6º  e  7º.   Dopo la Primaria  inizia la Secondaria (ESG), che comprende i corsi da 8º a 10º, e la Educazione (Ensino) Preuniversitaria, indicata con la sigla EPU. Gli alunni hanno un esame al termino dei vari cicli, corrispondenti a 5º, 7º, 10º e 12º. Sono esami che si danno nella stessa scuola o collegio, però qualche giorno dopo la fine delle scuole, cioè nel mese di novembre. Se durante il corso si ottiene un voto medio alto, si è esenti dagli esami. Non è facile, però tutti gli anni qualcuno dei nostri ci riesce.

Alunni dando esame / LSJ

Alunni dando esame / LSJ

Il primo corso inizia all’età minina dei 6 anni compiuti, o da compiere prima della fine del mese di giugno. Ci sono dei collegi o scuole che offrono la possibilità di frequentare due corsi di Pre-escolar (asilo), familiarmente chiamato “Pre”.

Aula provvisoria per accogliere piú bambini/ LSJ

Aula provvisoria per accogliere piú bambini/ LSJ

Quando uno comincia gli studi tardi  (a una  certa età) può frequentare la “Educazione per adulti” o alfabetizzazione.  Sono tre anni che corrispondono al primo Grado di Primaria. Molti di noi hanno  seguito questo sistema e realmente funziona.

Ci sono poi  quelli della Scuola Industriale. Hanno il loro ritmo e solo coincidiamo nel periodo di vacanza alla fine dell’anno.  Inoltre loro hanno un mese di vacanza a metà del corso.

Aspettando il pulmino / LSJ

Aspettando il pulmino/ LSJ

Rispetto al numero di alunni per corso… la normalità è che non sia inferiore a 50. In alcuni collegi, principalmente in Secondaria, si arriva al centinaio, quando non si supera, dovuto, come si può immaginare, alla quantità di alunni e alla scarsezza di centri educativi per rispondere alla domanda. Per ottenere il massimo rendimento delle installazioni, praticamente tutti i centri educativi, o la maggior parte,  hanno tre turni con circa 4 ore di classe per ogni corso.

Ritorno della scuola/ LSJ

Ritorno della scuola/ LSJ

Qualcuno ci chiedeva riguardo alle materie.   Per la massima parte sono le stesse che ci sono in gran parte dei sistemi educativi di qualsiasi paese, a eccezione di qualche materia che sceglie il proprio Centro, come possono essere: musica, religione, psicología (in EPU)… e materie speciali, che altri paesi non hanno:  agropecuaria (‘campo e animali’),  e quello che qui chiamiamo “oficio” che è legato alla collaborazione in diversi  lavori manuali nella scuola.

… Ci sono tante altre cose da raccontare, però non vogliamo essere troppo noiosi. Sapete che potete farci domande e commenti  con questo stesso mezzo (la web).  Cercheremo di rispondere.

Ed ora a raccogliere i risultati del lavoro di tutto un anno. Ci auguriamo che siano buoni.

Alunni dell’asilo/ LSJ

Alunni dell’asilo/ LSJ

ANDIAMO A SCUOLA…

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In articoli antecedenti abbiamo ricordato diverse attività che sono state realizzate nel Centro, visite di certa importanza, giochi, … Adesso commentiamo qualcosa di quanto facciamo “fuori” del Hogar, cioè la scuola.

Uscendo con lo zaino sulle spalle.

E’ vero che qualcuno di noi ha avuto certa formazione nello stesso del Centro l’anno scorso, qualcuno di alfabetizzazione (attualmente tutti siamo già passati al “Ensino Geral”) e altri hanno seguito un corso di tipo professionale nel nostro ormai famoso Centro di Formazione Professionale Emiliani; però al momento presente tutti stiamo andando a studiare fuori.

Siamo attualmente divisi in cinque centri educativi: quattro dentro il cosiddetto “Ensino Geral” (Educazione Generale) e il quinto, situato nel centro della città di Beira, con una finalità più specifica, in vista del lavoro, chiamato Escola Industrial e Commercial. Questa offre, oltre a materie “comuni” o similari a quelle dell’’Istruzione Generale, altre specifiche di ciascuna professione secondo quanto scelto dallo studente, con un numero un po’ superiore di ore stabilite. Per il momento le specialità scelte da alcuni dei nostri compagni sono “elettricitá” e “automozione”, vale a dire “meccanica d’auto”.

Los de la Escuela Industrial

Gli studenti della Scuola Tecnica

La categoria precedente è quella che va a studiare più lontano; ogni giorno devono prendere la loro “chapa”, che è il nome che qui si da ai furgoni di 15 posti per trasporto pubblico. Gli ultimi ad arrivare al Centro sono quelli che studiano piú vicino, nella poco distante Scuola Primaria di Matadouro. Non spaventatevi per il nome, non ammazzano nessuno. Il nome, come succede alla nostra strada (che non è altro che una strada di terra battuta) si deve al nome della zona che viene dal Mattatoio Municipale; per raggiungerlo bisogna passare davanti alla scuola, distante non piú di 200 metri da casa nostra.

Matadouro

La casa è ad un passo dalla Scuola Elementare “Matadouro”

Un poco più lontano è situato quello che noi conosciamo come “Collegio”, nome che si trova scritto sul muro di entrata ed è nella zona chiamata “Chamba” . Alcuni di noi si recano al mattino (quelli di Primaria) e altri alla sera (quelli di Secondaria), perché, come tutti o quasi tutti i Centri Educativi, hanno diversi turni (generalmente tre). Cosí si sfruttano meglio i locali (?) e si può offrire una formazione accademica alla moltitudine di bambini, adolescenti e giovani che ci sono in queste terre.

Nos vamos al Colégio (de Chamba)

C’é ne andiamo al “Colégio” (de Chamba)

Completiamo la lista con la Scuola Secondaria Nostra Signora della Pace (situata accanto alla parrocchia con lo stesso nome) e la Scuola Giovanni XXIII. Anche in questa scuola ci sono alcuni che vanno al mattino e altri al pomeriggio, qui è al contrario: quelli del mattino sono quelli della Secondaria. Dobbiamo usare mezzi motorizzati perché la scuola è più lontana: un microbus per il trasporto scolastico che ci porta e riporta ogni giorno: a mezzogiorno, subito dopo pranzo, trasporta i piccoli e lascia i più grandi, affinchè questi facciano la stessa cosa . E’ il momento in cui si sente il grido: “Carrinha, Carrinha! Che nessuno si distragga.

Gli educatori inoltre vanno alla università per completare la propria formazione; alcuni hanno scuola al mattino e altri al pomeriggio.

Abbiamo recentemente iniziato l’ultimo trimestre del “Ensino Geral”. In questi giorni ci stanno dando i voti e vediamo il risultato dei nostri sforzi, anche se sempre c’è chi ha più fortuna (o maggiore capacità) di altri. Ora dobbiamo prepararci per la spinta finale, per ottenere un buon risultato alla fine del corso.

 Comunicheremo nel prossimo articolo come si organizza il corso: lezioni, esami, materie, attività, distribuzione dei corsi, scrutini, vacanze … e tutto quanto ci passi per la Testa.